i Miti e il Corpo

Dafne e la fuga dal corpo

Da cosa fugge Dafne? Solo dalla bramosia dei suoi inseguitori, o anche dalla paura di scoprire le sue potenzialità nascoste? Se non conosco me stessa come posso incontrare l’altro, scoprirlo e scoprirmi? Forse è la paura dell’Incontro e della relazione che la spinge a scappare.

 

Artemide tra indipendenza e solidarietà

Vergine e cacciatrice, dea delle danze delle fanciulle e della luce, completamente indipendente dal maschile non ha bisogno della sua protezione. La sua precocità la rende un importantissimo simbolo di protezione e solidarietà fra le donne che a lei si ispirano. Ma dove la porta il suo antagonismo con il maschile? “Voglio correre sempre selvaggia nei miei boschi…”

 

Atena

Figlia del Padre, esce dalla sua testa come splendida donna già cresciuta, con indosso una corazza d’oro, dea della saggezza e dei mestieri, imponente e splendida dea guerriera, protettrice degli eroi, patrona degli eserciti, dei tessitori e degli orafi. Caratteristiche della sua saggezza sono la strategia, la praticità e i risultati concreti, le sue capacità marziali e domestiche sottendono pianificazione ed esecuzione, pensiero intenzionale.
Rappresenta l’archetipo della donna razionale che sa pensare, mantenere il sangue freddo di fronte allo stravolgimento delle emozioni e utilizzare strategie per attraversare il conflitto. Non è la parte Animus della psicologia femminile, bensì una qualità femminile della capacità di pensare che sviluppa un’immagine positiva di sé senza essere mascolina.

 

Lilith e la luna nera

Non solo il Femminile notturno e demoniaco ma anche l’altro aspetto di Eva, quello che non si lascia dominare dal Maschile e da esso temuto. Siamo di fronte al tema degli opposti (Eva-Lilith, Luce-Ombra, Maschile-Femminile, ecc.) che anche in questo caso ci parla di una grande risorsa, di due energie da non contrapporre ma da integrare perché è solo dal dialogo fra entrambe che l’energia creativa dell’essere vivente può emergere.

 

Afrodite la dea alchemica

Rappresenta la magia della creatività e il suo potere di trasformazione, desiderio di conoscere ed essere conosciuti, ispiratrice e compagna del sogno. La coscienza Afrodite è la forza del cambiamento, la nascita di una vita nuova, metafora dell’evoluzione della psiche attraverso i compiti che chiede ai mortali…

 

Prometeo e la punizione divina

La sua azione, posta ai primordi dell’umanità, si esplicava in antitesi a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana. Atena gli insegnò le arti utilissime come l’architettura, l’astronomia, la matematica, la medicina, la metallurgia e la navigazione e un numero limitato di “buone qualità” da distribuire saggiamente fra tutti gli esseri viventi. Mentre il fratello distribuisce le qualità agli animali Prometeo ruba lo scrigno dell’intelligenza e della memoria e lo dona agli uomini. Ma Zeus in quel momento non era favorevole al genere umano, anzi aveva deciso di distruggerlo: non approvava la benevolenza di Prometeo per le sue creature e considerava i doni del titano troppo pericolosi, perché gli uomini in tal modo sarebbero divenuti sempre più potenti e capaci.

Amore e Psiche

Il mito rappresenta il doloroso cammino attraverso il quale Psiche passa dalla condizione di “amante notturna” a quella di partner femminile del dio Eros, divenuta cosciente di sé stessa, è legato allo sviluppo del femminile e dell’umanità.Psiche incarna un nuovo tipo di amante, un nuovo principio d’amore in cui l’incontro tra maschile e femminile diventa il fondamento dell’Individuazione, che si porta con sé il dolore, la colpa e la solitudine, prima estranei nel modello divino di Afrodite. Psiche ama veramente quando dalle tenebre illumina il volto dell’invisibile marito e riconosce in un’unica forma gli aspetti superiori e quelli inferiori della conoscenza. L’Eros adulto appartenente alla psiche consapevole e adulta. Psiche ama soltanto quando conosce. Dà inizio all’epoca dell’Amore umano.

Demetra e Persefone

Demetra è l’archetipo della madre, e del suo potere di generare e nutrire fisicamente, psicologicamente e spiritualmente. la più generosa tra le dee, regala l’abbondanza dei raccolti e delle messi al mondo, i doni che fa ai figli li accompagnano nella crescita : all’inizio dipendono da lei per la cura dei loro bisogni, poi per avere sostegno emotivo e comprensione e alla fine per trovare saggezza nel momento difficile dell’esistenza. L’archetipo di Persefone non è legato a istinti potenti, lei fornisce la struttura portante della personalità, l’aspetto femminile che non è predisposto ad agire ma ad essere agito dagli altri. Un aspetto è legato all’eterna fanciulla e l’altro alla regina degli inferi, spesso le donne sono dominate da entrambi .La sua caratteristica è quella di essere una donna- anima che come un cristallo dalle mille facce permette all’uomo di proiettare su di lei la sua immagine inconscia di anima e di interpretarla.

In viaggio con Penelope
Rielaborazione del proprio Mitologema

Incontro dedicato all’esplorazione del proprio mito personale attraverso la fiabazione, la danza e l’immagine, che verrà evidenziato all’interno delle esperienze e divenire in seguito un ulteriore percorso di approfondimento, sia personale che collettivo.
Può diventare uno specifico percorso da intraprendere come cammino di conoscenza di sé, dedicato all’esplorazione del proprio mito personale attraverso la fiabazione, la danza e l’immagine.
Il mitologema nella visione psicoanalitica è un complesso materiale psichico, che vive nell’inconscio e viene continuamente rivisitato, rimodellato e plasmato attraverso le immagini primordiali, le fiabe e i miti unitamente a reminescenze storiche. Il mito è un modello archetipo arricchito da elementi propri di una cultura, un’antica massa di materiale tramandata in racconti ben conosciuti che tuttavia non escludono ogni ulteriore modellamento, racconti intorno a dèi, esseri divini, lotte di eroi, discese agli inferi e la mitologia è il movimento di questa materia; qualcosa di solido e tuttavia mobile, materiale e tuttavia non statico, bensí suscettibile di trasformazioni. Esiste anche un mitologema individuale che le persone “interpretano” all’interno della propria storia, che richiede svariate trasformazioni e il giusto modo di comportarsi nei suoi riguardi è quello di lasciarlo parlare ed esprimersi. Il movimento che lo esprime richiede un particolare ascolto, che non può essere recepito tramite le parole ma attraverso le immagini e la loro azione nei movimenti corporei evocati. Significa far vibrar insieme immagini, musica e danza, vissuti ed emozioni che ne emergono , espandendosi insieme ad essi e al loro linguaggio inconscio. “Colui che si spande come una sorgente, viene conosciuto dalla conoscenza” (Rainer Maria Rilke). È questa sorgente che va cercata ma che si può contattare solo col linguaggio simbolico e immaginifico, quello più antico del corpo e delle immagini. Scaturisce da un fiume di immagini mitologiche evocate dal movimento autentico individuale, integrate in una specie di opera d’arte danzata per rappresentarne un forma. Vi possono essere diversi sviluppi dello stesso tema fondamentale, evocato dalle immagini e dal movimento, uno accanto all’altro o uno dopo l’altro, simili alle diverse variazioni di un tema musicale, di un’opera d’arte o di una danza: vale a dire con qualcosa di obiettivato, qualcosa che è già diventato oggetto autonomo che parla da sé, qualcosa a cui non si rende giustizia con interpretazioni e spiegazioni, bensí tenendolo presente e lasciando che pronunci da sé il proprio senso.